mercoledì 11 febbraio 2009

Koala Sam

L'incendio si e' esteso su un'area equivalente a quella della Valle D'Aosta. Si stima che almeno un milione di animali nativi australiani siano morti ma un piccolo koala e' stato tratto in salvo da due pompieri che lo hanno subito dissetato e consegnato alle cure dei volontari.
Ora la sua storia fa il giro del mondo: Sam, koala femmina, diventa simbolo della speranza in un momento in cui e' importante guardare avanti affrontando il futuro con fiducia e coraggio.

Il video:



martedì 10 febbraio 2009

L'Australia brucia: l'incubo diventa realta'.

Cosa sia successo sabato scorso, definito black Saturday ovvero Sabato nero nello stato del Victoria lo abbiamo saputo dai telegiornali: uno dei roghi piu' spaventosi della storia australiana e' scoppiato e continua ad estendersi grazie alla complicita' di fortissimi venti e temperature paurosamente alte causando una tragedia che sta scuotendo tutto il paese. Il numero dei morti ha gia' superato 180 e si teme che sotto le macerie ve ne siano ancora parecchi. Tutto il paese si e' mobilitato, pompieri di tutti gli stati inclusa la Nuova Zelanda stanno tentando disperatamente di domare gli incendi prima che arrivino ad altri luoghi abitati.
Cosa sia successo esattamente rimane ancora da stabilirsi. Si ipotizza persino il dolo.
Cio' che mi colpisce e' che nonostante il popolo australiano viva con l'incubo costante delle conseguenze catastrofiche del fuoco, nemico per eccellenza da temere e rispettare, e pur essendo preparato al pericolo di incendi in vari modi come ad esempio questi grandi segnalatori di pericolo di incendi, (questo l'ho fotografato a Kalamunda, un zona molto bella sul Darling Range ovvero la catena montuosa ad est di Perth)...,


non sia stato possibile evitare cio' che e' accaduto. Un duro colpo per tutti, ed ecco che la macchina della solidarieta' si e' gia' messa in moto, non solo sotto forma di aiuto immediato ma anche raccogliendo in poco piu' di 48 ore oltre 30 milioni di dollari donati dalla gente comune per aiutare coloro che hanno perso tutto a ricominciare.
Credo che la cosa che colpisce di piu' gli abitanti di tutto il paese e' la consapevolezza di non essere "al sicuro", che cio' che e' accaduto nel Victoria potrebbe succedere in qualsiasi altra zona dell'Australia, terra spesso arida, fragile e vulnerabile quando si tratta di fuoco, il tallone d'Achille di un'isola felice che purtroppo nel giro di poche ore si e' trasformata in inferno per migliaia di persone.


lunedì 2 febbraio 2009

I love Western Australia !

Ho trovato un video - spot da sogno realizzato per promuovere il turismo nell' Australia Occidentale e voglio mostrarvelo. Questa e' la traduzione della presentazione del filmato:

"Che ne é stato della vera Australia? L'Australia in cui gli alberi non erano solo elementi decorativi di un 'progetto di architettura dei paesaggi', in cui l'acqua era colorata unicamente dai pesci e dov'era più difficile trovare rumore che silenzio? La vera Australia esiste ancora e si trova in Australia Occidentale: spiagge incontaminate, paesaggi sorprendenti, infiniti cieli azzurri e gente affabile."



Che spettacolo! Non vi fa venire voglia di mollare tutto e saltare sul primo aereo?
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sabato 31 gennaio 2009

Il miglior lavoro del mondo: facciamo chiarezza

La notizia ha fatto il giro del mondo. E' stato definito The best job in the world, "Il lavoro migliore del mondo", ne hanno parlato quotidiani come Repubblica, telegiornali, stazioni radio come DeeJay, programmi televisivi come Alle falde del Kilimangiaro, e poi decine e decine di siti e blogs. Una bufala? Certo che no. E' tutto vero: si cerca un guardiano che dovra' trasferirsi su un'isola della barriera corallina, Hamilton Island, per sei mesi e verra' pagato circa diecimila euro al mese. Il sito ufficiale parla di oltre 8.000 video/curricula gia' ricevuti.

Dunque oltre 8.000 persone di ogni provenienza e lingua hanno chiuso gli occhi e si sono immaginati spaparanzati su una spiaggia tropicale all'ombra di una palma, in versione Castaway, a godersi un tramonto rosso fuoco con una pina colada nella mano sinistra e un cannocchiale nella destra. E con in tasca un portafogli pieno pieno di dollari! Che dire...niente male come sogno.
Ma e' proprio cosi? A mio avviso alcuni punti molto importanti sono stati messi in secondo piano e addirittura trascurati. Eppure si tratta di condicio sine qua non, requisiti essenziali. Vediamo di cosa si dovra' occupare il fortunato guardiano. Tra le responsabilita' la prima e' dare da mangiare ai pesci. Niente di particolarmente difficile. Poi bisogna pulire la piscina. Non e' chiaro di che piscina si tratti ma anche qui non vedo difficolta' particolari. Prendere la posta che viene portata sull'isola con un piccolo aeroplano. Divertente, no? Poi ancora esplorare le isole della barriera corallina sia in superficie che sott'acqua, scattare foto e fare dei filmati. Ci siamo. Qui la cosa si complica un pochino. Essenziale a questo punto e'......il brevetto di sub!!!!
E gia'! Vi immaginavate ancora una volta in versione Castaway spaparanzati sulla solita spiaggia all'ombra di una palma, sorseggiando la solita pina colada con in mano questa volta al posto del cannocchiale una fotocamera? Niente da fare!
E per finire e' richiesto di tenere un "journal", un blog, che deve essere aggiornato settimanalmente e su quale devono essere annotati tutti gli avvenimenti, le notizie, il lavoro svolto, le osservazioni...tutto quanto insomma....naturalmente in inglese. Non vi pare che cio' presupponga una conoscenza ed una padronanza eccellente della lingua inglese parlata e scritta?
A questo punto possiamo fare un identikit del prossimo guardiano della barriera corallina: sara' sicuramente anglofono e sara' un esperto sub e fotografo, ed avra' il portafogli pieno pieno di dollari. Quanti di voi si riconoscono in questa descrizione? Io avrei un'idea. Continuate a inviare i vostri video/curricula, ma nel frattempo iscrivetevi ad un corso accelerato d'inglese e procuratevi un brevetto di sub. Avete tempo fino al 22 di Febbraio.
Intanto volete vedere dove si trova la famosa Hamilton Island?

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Visualizzazione ingrandita della mappa.

Ed ecco lo spot-video realizzato dall'ente turismo dello stato del Queensland. E' bellissimo!
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venerdì 30 gennaio 2009

Heath Ledger un anno dopo


Il 22 Gennaio 2008 moriva il "ragazzo australiano" forse piu' famoso del mondo, Heathcliffe Ledger, nato a Perth il 4 Aprile del 1979. Il suo essere rimasto semplice e l'alone di mistero intorno alla sua morte lo hanno fatto diventare un mito paragonato a James Dean. A mio avviso il paragone non e' per niente azzeccato. Heath, ragazzo nel quale tanti giovani australiani si identificano se non altro per essere rimasto uno di loro, amante dell' hockey, del surfing e dello sport in generale, senza mai montarsi la testa, non rispecchia affatto il mito della "gioventu' bruciata". Ma questa e' un'altra storia.

L'anniversario della sua morte e la sua nomination all'Oscar come attore non protagonista del film "Il cavaliere oscuro" hanno fatto tornare alla ribalta la sua vicenda in particolare nella sua citta natale, Perth, che lo ha ricordato con orgoglio.

La sua carriera inizia a Hollywood con una commedia shakespeariana, lavora poi ne "Il patriota" con Mel Gibson, seguono "Il destino di un cavaliere", "Monster's ball", "Le quattro piume" e "Ned Kelly" dove veste i panni del eroe-bandito della storia australiana.
La fama arriva con "I segreti di Brokeback Mountain", Leone d'oro nel 2005 e infine "The dark knight" per il quale sicuramente avra' l'Oscar diventando uno dei dieci attori nella storia del cinema mondiale che lo hanno ricevuto dopo la morte.

Cosa ne pensano a Perth? Qui lo ricordano con affetto e orgoglio, e il suo nome compare assieme a quello dei VIP aussie sulle piastrelle di un marciapiede, non ricordo esattamente dove, ma ho scattato una foto!

E questo e' il filmato realizzato dal quotidiano online thewest.com.au nel giorno dell'anniversario della morte del giovane attore quando l'intera famiglia si e' recata sulla spiaggia di Cottesloe, luogo prediletto da Heath per fare surf, non per ricordare la sua morte ma per celebrarne la vita.Toccanti le parole delle sorelle.

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